LOGOPEDIA

La logopedia è una branca della medicina che si occupa di studiare il linguaggio e le sue eventuali problematiche. Imparare a parlare, infatti, per un bambino non è sempre un percorso facile e naturale. In genere l’acquisizione di questo fondamentale strumento di comunicazione, che distingue l’essere umano dagli altri animali, avviene nei primi anni di vita, e man mano ci si impratichisce sia con la crescita che attraverso il fondamentale contributo scolastico.

Capita talvolta che i bambini siano “vittima” di disturbi della parola. Ma cosa accade quando ci siano delle difficoltà, quando i genitori si accorgano che il loro bimbo tarda a parlare, oppure pronuncia male o in modo incomprensibile anche parole molto semplici? La logopedia e i suoi specialisti esistono proprio per questo, per aiutare i bambini, attraverso semplici esercizi ad hoc, ad appropriarsi del “codice lingua”.

Il logopedista, dunque, è lo specialista che si occupa della “educazione della parola“, della comunicazione, della prevenzione e della cura dei problemi legati al linguaggio. Il principale compito è quello di rieducare le persone a parlare in modo corretto, eliminando difetti di forma o veri e propri disturbi del linguaggio. Le sedute dedicate ai bambini sono molto divertenti. Lo specialista avvicina il piccolo tramite lo strumento del gioco e la collaborazione dei genitori, che dovrebbero partecipare alle sedute e apprendere gli esercizi per poi aiutare il bimbo nel recupero.

QUALI SONO I SEGNALI PER CUI UN GENITORE DOVREBBE RIVOLGERSI AD UN LOGOPEDISTA?

Se si nota che il bambino manifesta alcuni problemi: una volta imparato a parlare, dopo i due anni, i genitori potrebbero accorgersi che i loro piccoli hanno difficoltà a emettere correttamente alcuni suoni o invertono le sillabe. Soprattutto le lettere come la s, z, r, gl, gn creano problemi non indifferenti. Alcuni hanno difficoltà a parlare: non chiudono le frasi correttamente o fanno fatica a esprimere i concetti.

Le problematiche riguardano prevalentemente:

  1. i ritardi dello sviluppo del linguaggio
  2. i difetti di articolazione e di pronuncia
  3. la povertà lessicale e di strutturazione della frase
  4. le disfluenze (balbuzie)
  5. i problemi di voce (disfonie)
  6. la deglutizione deviata legata a mal occlusioni dentali
  7. i disturbi sensoriali legati all’udito
  8. le afasie
  9. le disartrie

Alcuni di questi piccoli disturbi spariscono con la pratica. Se però notate che sono duraturi allora contattate uno specialista.

In caso di balbuzie, ad esempio, l’intervento dello specialista è d’obbligo perché difficilmente questo problema svanisce. Il logopedista con esercizi mirati aiuta il bambino a controllare queste esitazioni, che spesso nascondono problemi legati alla comunicazione. Talvolta, nei casi più complessi, non basta questo tipo di terapia. In questo caso non temiate giudizi, contattate uno psicologo.

IN COSA CONSISTE LA VISITA?

La prima visita logopedica mira alla definizione del problema del bambino, all’instaurare un’alleanza terapeutica con i genitori indispensabile al trattamento e alla programmazione dell’intervento riabilitativo. Le sedute logopediche durano circa 45 minuti, ed il ciclo di terapie varia in base alla patologia riscontrata con verifiche e obiettivi periodici.

NEUROPSICHIATRIA

La Neuropsichiatria Infantile si occupa di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle patologie neurologiche, neuropsicologiche e psichiatriche che possono manifestarsi nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, cioè fino ai 18 anni di età, e di tutti i disordini dello sviluppo del bambino nei suoi vari aspetti: psicomotorio, linguistico, cognitivo, intellettivo, relazionale.

NEUROPSICOMOTRICITA’

La Neuropsicomotricità si rivolge a bambini e ragazzi nella fascia d’età 0-16 anni, ma è particolarmente efficace nell’età precoce 0-3 anni e nell’età pediatrica, laddove le abilità pur essendo riconducibili a specifiche aree (motoria, linguistica, etc…) non possono essere disgiunte dalle funzioni di attenzione, percezione, memoria, motivazione e regolazione affettiva.

La caratteristica di questa terapia è rappresentata dal fatto che il suo obiettivo principale è quello di favorire lo sviluppo, l’espressione e l’integrazione armonica delle potenzialità del bambino a livello motorio, affettivo, relazionale e cognitivo, concepite non come sfere separate, ma considerate nell’ottica della “globalità” della persona.

La Neuropsicomotricità è indicata:

  • nei disturbi della coordinazione motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia)
  • nei disturbi percettivo motori
  • nei disturbi di sviluppo (ritardo, iperattività, disturbi dell’attenzione) e nei disturbi di apprendimento (ritardo, disgrafia)
  • nelle sindromi genetiche
  • nelle patologie neuromotorie (paralisi celebrali infantili, patologie ortopediche dell’età evolutiva)
  • nei disturbi pervasivi dello sviluppo (disturbi dello spettro autistico) e della regolazione emotivo-comportamentale
  • nella disabilità intellettiva
  • nelle patologie neuropsichiatriche acute e croniche, in tutte quelle situazioni in cui il disturbo
  • origina o coinvolge principalmente la dimensione corporea interattiva

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (T.NP.E.E.) lavora sempre in équipe multidisciplinare e interagisce con neuropsichiatri infantili e altri medici specialisti (es. pediatri), psicologi dell’età evolutiva, altri professionisti della riabilitazione (es: fisioterapisti, logopedisti, ecc), assistenti sociali, insegnanti ed educatori.

Il T.N.P.E.E. lavora in ambito di prevenzione, osservazione/valutazione e terapeutico che nel concreto significa:

  • Effettuare valutazioni delle problematiche del bambino utilizzando i test e la valutazione obiettiva
  • Individuare ed elaborare nell’ équipe multidisciplinare il programma di prevenzione e riabilitazione
  • Attuare interventi riabilitativi utilizzando tecniche specifiche per fascia d’età e diagnosi

STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA