Discalculia

La discalculia è un disturbo specifico del calcolo che compare in età evolutiva, caratterizzato da una capacità di calcolo inferiore a quella attesa in base all’età del bambino e al corrispondente grado di istruzione. In Italia, nella scuola primaria, circa cinque studenti per classe vengono segnalati dagli insegnanti per difficoltà di calcolo. Tuttavia, i casi che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento del calcolo (discalculia evolutiva) sono solo lo 0,5-1% della popolazione scolastica.

Il bambino con difficoltà di calcolo ha un’intelligenza nella norma e può manifestare scarsa autostima: quando sbaglia si sente incapace, frustrato e demotivato.

 

COME E QUANDO SI MANIFESTA

E’ possibile identificare dei precursori di rischio per lo di sviluppo della discalculia evolutiva sin dall’ultima classe della scuola materna; dal primo anno della scuola primaria possono essere rilevate discrepanze fra le capacità cognitive globali e l’apprendimento dell’aritmetica. In particolare di quelle abilità numeriche di base relative ai numeri ed al calcolo che ci permettono di eseguire rapidamente quelle operazioni aritmetiche basilari indispensabili per affrontare e risolvere compiti più complessi.

La discalculia è una specifica compromissione dell’apprendimento delle abilità aritmetiche e del calcolo che si manifesta come:

  1. difficoltà nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici
  2. difficoltà nella scrittura dei numeri e nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente
  3. difficoltà nella numerazione in ordine crescente e decrescente
  4. difficoltà nella risoluzione di situazioni problematiche
  5. mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici
  6. incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le «tabelline» o i fatti aritmetici (calcoli semplici solitamente automatizzati)
  7. difficoltà nell’organizzazione spaziale dei calcoli
  8. difficoltà nell’esecuzione delle procedure per eseguire le operazioni aritmetiche
  9. Spesso ci sono difficoltà di orientamento spaziale e di organizzazione sequenziale che si evidenziano sia nella lettura che nella scrittura dei numeri (il numero 9 viene confuso con il 6; il numero 21 con il 12; il 3 viene scritto al contrario così come altri numeri…)
  10. I discalculici possono avere difficoltà importanti nella risoluzione dei problemi matematici (di organizzazione delle operazioni e di messa in sequenza delle operazioni), e nelle discipline logiche e matematiche (fisica, chimica).

 

COSA DEVONO FARE GENITORI E INSEGNANTI

Già in prima elementare si manifestano le prime difficoltà  a scuola in ambito matematico, quando il bambino rimane indietro rispetto ai compagni della sua età. Sarebbe opportuno intervenire tempestivamente onde evitare un rafforzamento degli errori che mette in atto il bambino. Gli insegnanti o i genitori, a volte, si accorgono tardi del problema, anche perché il bambino applica una varietà di strategie sostitutive per ottenere una pseudo-soluzione alle sue difficoltà. Perciò, ai primi segni di difficoltà nel calcolo o nella comprensione dei numeri è utile consultare lo specialista.

 

ASSOCIAZIONE CON ALTRI DISTURBI

La discalculia può presentarsi in associazione (comorbilità) ad altri disturbi specifici dell’apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia.

 

QUANDO SI FA LA DIAGNOSI

La discalculia può essere diagnosticata non prima della fine della terza elementare; questo poiché vi è una differenza nell’evoluzione delle abilità matematiche rispetto agli altri apprendimenti.

 

COSA FARE DOPO LA DIAGNOSI

L’intervento di potenziamento permette un recupero delle abilità matematiche. Deve essere graduale. La soluzione di un compito (per esempio, un’addizione), deve essere scomposta in unità elementari (incolonnamento, regola del riporto eccetera). Ogni unità elementare rappresenta un’attività su cui esercitarsi fino alla sua acquisizione, prima di essere associata ad altre. Estremamente importante, inoltre, lavorare con il bambino sulla sua autostima e sulla motivazione. La riabilitazione deve essere attuata in stretta collaborazione con la scuola e con la famiglia.

Perciò è molto importante supportare l’alunno discalculico nell’affrontare le sue difficoltà, dato che i risultati scolastici sono spesso abbastanza bassi nelle materie matematiche se non viene dotato della possibilità di utilizzare gli strumenti compensativi adeguati. Un bambino discalculico deve poter utilizzare gli strumenti compensativi e i sussidi a lui necessari: questi strumenti sono resi espliciti nel PDP e vengono spesso elencati in sede di diagnosi; è importante sapere che gli strumenti compensativi differiscono a seconda della severità del disturbo e delle aree matematiche che risultano carenti.

In questi casi, l’utilizzo della calcolatrice, come strumento compensativo, spesso comporta non poche difficoltà all’interno della gestione della classe e può influenzare negativamente l’autostima del bambino stesso: è quindi molto importante motivarlo ad usarla sin da subito. E’ opportuno coinvolgere la classe spiegando la discalculia e per non lasciare il bambino incompreso dai compagni. Il supporto dell’insegnante nella gestione degli strumenti compensativi risulta essere fondamentale.

In alcuni casi è possibile e auspicabile l’utilizzo di formulari in classe, così da diminuire lo sforzo cognitivo per il recupero dalla memoria delle formule. Sarebbe opportuno usare una tavola pitagorica a fine quaderno o una tavola pitagorica a parte, per permettere di fare moltiplicazioni ed altre operazioni matematiche, ed incoraggiarlo ad usarla il più possibile per evitare errori che possono diventare parte del suo bagaglio conoscitivo, ed essere in seguito difficilmente modificabili.

 

COME INCOLONNA UN DISCALCULICO

Il seguente è un esempio di operazione scritta eseguita da un bambino discalculico:

discdisc2

Discalculia ultima modifica: 2015-11-22T16:51:18+01:00 da admin

STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA